Accademia Shiva Ksatriya Vidya

Aforismi JIGORO KANO (1863 – 1938)


ll Maestro Jigoro Kano nacque in un piccolo villaggio marino del Giappone. Da giovane, essendo di piccola statura e di fisico piuttosto gracile, pratica intensamente dell'attività fisica e diversi sport, tra cui il baseball.
Cultore di arti marziali, fece nascere dalle ceneri del Jujustu un nuovo metodo, chiamato Jūdo (via della cedevolezza), una disciplina efficace tanto per il fisico quanto per la mente. Il principio base del Jūdo è conosciuto universalmente attraverso le parole stesse del suo fondatore: "La flessibilità può neutralizzare la forza bruta’ che fa di questa disciplina non solo una semplice arte marziale o uno sport ma una vera e propria filosofia di vita." 


1. "La vera gentilezza verso i propri amici si esplica dando loro seri consigli quando è necessario, in maniera altruistica e senza paura di offenderli".


2. "In molti casi i successi e i fallimenti sono determinati dall’aver compiuto o no lo sforzo necessario al momento giusto. Fino a quando sono convinti di aver utilizzato con la massima efficacia la propria energia mentale e fisica, gli uomini non perdono la speranza né soffrono di ansie inopportune".


3. "I “successi” sociali come la fama e la ricchezza non sono indice di valido contributo offerto alla comunità e devono essere considerati con grande cautela".


4. "La via inizia con il dare e prosegue
 nello stare insieme per crescere e progredire".


5. "Noi e gli altri insieme per progredire. La collaborazione che si instaura fra l'allievo e l'Insegnante e tra i praticanti (Tori e Uke) durante lo studio delle tecniche, va in una direzione che attraverso il reciproco aiuto ed il mutuo rispetto, porta al miglioramento delle capacità di relazioni personali, sociali e morali; questo concetto, se assimilato interiormente, può venire applicato anche nell'ambito della società in cui viviamo, migliorandola".


6. "I tre livelli del judo. La difesa contro l’attacco e l’educazione fisica. Addestramento della mente, controllare le emozioni e sviluppare intelligenza e coraggio. Raggiungere il livello superiore nel judo
significa fare l’uso migliore dell’energia mentale e fisica acquisita ai livelli
inferiori per contribuire al bene della società".


7. "Non è più il momento per riproporre la visione dell’assoluto né possiamo abbandonarci al materialismo egoico; l’essere umano è
maggiorenne e assume la responsabilità delle sue azioni. In quest’epoca che vede il drammatico confronto tra educazione e caos, la morale del miglior impiego dell’energia deve ispirarci".


8. "Il tema del judo superiore è appunto di servire la Società, cioè impiegare nel modo più efficace la capacità fisica e mentale ottenuta nelle fasi precedenti. … Finché l’essere umano è convinto della sua azione, di aver utilizzato l’energia nel modo più efficace, non prova sentimenti di sconforto o di turbamento, in quanto il fatto di impiegare al massimo la sua energia è un’impresa che non lascia adito ad altre considerazioni. I rimorsi e le angosce sono difatti lo stato mentale dovuto all’irresolutezza, oppure al pensiero di non aver compiuto ciò che doveva essere fatto".


9.  "L'uomo che è all'apice del suo successo e l'uomo che ha appena fallito, si trovano esattamente nella stessa posizione. Ciascuno deve decidere cosa farà dopo".


10. "Il pensiero fisso di dover vincere a tutti i costi – proiezione nel futuro – o di non essere sconfitti – legame con il passato – provoca una fissità psicologica che rende incerti e toglie la possibilità di essere disponibili all’azione".


11. "Il miglior uso dell’energia. Nei movimenti del Judo la ricerca della fluidità della tecnica non è un mero esercizio di abilità ginnica, ma una vera presa di coscienza della propria forza e di come utilizzarla al meglio per ottenere il massimo risultato con il minor spreco di energia; questo comporta quindi anche l’acquisizione di una sensibilità che permette di affrontare con più serenità le prove della vita, avendo sempre una riserva di energia da cui attingere".